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Analisi dei rischi aziendali: metodo step by step per ogni processo

24/07/2026
Studio Venturiero
5 min. di lettura
Analisi dei rischi aziendali: metodo step by step per ogni processo

Scopri come effettuare un'analisi dei rischi aziendali efficace secondo ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001. Guida pratica con metodo passo dopo passo, esempi, matrice dei rischi e buone pratiche. Sintesi estremamente pratica su come potersi attivare.

Perché l'analisi dei rischi è il cuore di un Sistema di Gestione

Ogni organizzazione, indipendentemente dalle dimensioni o dal settore di attività, è esposta a eventi che possono compromettere il raggiungimento dei propri obiettivi. Ritardi nelle consegne, errori operativi, reclami dei clienti, guasti agli impianti, incidenti sul lavoro o impatti ambientali sono solo alcuni esempi di situazioni che possono influenzare le prestazioni aziendali.

Per questo motivo le moderne norme di gestione, come la ISO 9001, la ISO 14001 e la ISO 45001, hanno introdotto il concetto di Risk Based Thinking, ovvero un approccio sistematico che permette di prevenire i problemi anziché limitarne gli effetti.

L'analisi dei rischi non deve essere considerata un semplice adempimento documentale richiesto durante gli audit, ma uno strumento strategico che supporta la Direzione nelle decisioni e nel miglioramento continuo.


Cos'è l'Analisi dei Rischi Aziendali

L'analisi dei rischi è il processo mediante il quale un'organizzazione identifica gli eventi che potrebbero compromettere i propri obiettivi, ne valuta la probabilità e l'impatto e definisce le azioni necessarie per eliminarli o ridurne gli effetti.

L'obiettivo non è eliminare ogni rischio, ma mantenerlo entro livelli accettabili attraverso adeguate misure di controllo.

Una corretta analisi consente di:

  • prevenire non conformità;
  • migliorare la qualità dei prodotti e dei servizi;
  • ridurre incidenti e infortuni;
  • limitare gli impatti ambientali;
  • migliorare l'affidabilità dei processi;
  • aumentare la soddisfazione del cliente.

Il metodo Step by Step

Fase 1 – Individuare i processi aziendali

L'analisi deve partire dalla mappatura dei processi.

Una tipica organizzazione può essere suddivisa in:

  • Direzione
  • Commerciale
  • Acquisti
  • Progettazione
  • Produzione o Erogazione del Servizio
  • Logistica e Magazzino
  • Manutenzione
  • Risorse Umane
  • Amministrazione
  • Gestione Ambiente
  • Gestione Sicurezza

Ogni processo dovrà essere analizzato separatamente.


Fase 2 – Definire input e output

Per ogni processo è necessario individuare:

Input

Ad esempio:

  • ordini clienti;
  • materie prime;
  • informazioni;
  • personale;
  • documentazione.

Output

Ad esempio:

  • prodotto finito;
  • servizio erogato;
  • documentazione;
  • report;
  • fatture.

Comprendere il flusso del processo permette di identificare con maggiore precisione i punti critici.


Fase 3 – Identificare le parti interessate

Ogni processo coinvolge soggetti con esigenze differenti.

ProcessoParti interessate
CommercialeClienti
ProduzioneClienti e Direzione
AcquistiFornitori
SicurezzaLavoratori
AmbienteEnti di controllo

Per ogni parte interessata è necessario individuare le aspettative principali.


Fase 4 – Individuare i rischi

A questo punto bisogna chiedersi:

  • Cosa potrebbe andare storto?
  • Quali eventi potrebbero impedire il raggiungimento degli obiettivi?
  • Quali errori si sono già verificati?
  • Quali criticità potrebbero emergere?

Esempio – Processo Acquisti

Possibili rischi:

  • ritardo forniture;
  • materiale non conforme;
  • fornitore non qualificato;
  • aumento dei costi.

Processo Produzione

Possibili rischi:

  • errore operativo;
  • guasto macchinari;
  • utilizzo di materiale errato;
  • mancato rispetto delle istruzioni operative.

Processo Sicurezza

Possibili rischi:

  • mancato utilizzo dei DPI;
  • formazione insufficiente;
  • manutenzione non eseguita;
  • near miss non segnalati.

Fase 5 – Valutare il rischio

Una volta identificati i rischi, occorre attribuire un livello di priorità.

Un metodo semplice utilizza due parametri.

Probabilità

ValoreSignificato
1Molto improbabile
2Improbabile
3Possibile
4Probabile
5Molto probabile

Gravità

ValoreSignificato
1Trascurabile
2Lieve
3Moderata
4Grave
5Molto grave

Calcolare il livello di rischio

Il livello di rischio viene normalmente calcolato moltiplicando probabilità e gravità.

Esempio:

  • Probabilità = 4
  • Gravità = 5

Livello di rischio = 20

Maggiore è il risultato, maggiore sarà la priorità di intervento.


Fase 6 – Individuare le misure di controllo

Per ogni rischio occorre verificare quali controlli siano già presenti.

Alcuni esempi:

  • procedure operative;
  • istruzioni di lavoro;
  • formazione;
  • manutenzione programmata;
  • controlli qualità;
  • audit interni;
  • verifiche documentali;
  • sistemi informatici;
  • sorveglianza sanitaria.

Questa fase permette di comprendere se il rischio sia già gestito in modo adeguato.


Fase 7 – Definire le azioni di miglioramento

Se il rischio rimane elevato, è necessario pianificare interventi.

RischioAzione
Reclami clientiIntroduzione checklist finale
Errori produzioneFormazione operatori
Guasto impiantiManutenzione preventiva
InfortuniRevisione procedure operative
Gestione rifiutiAudit ambientali periodici

Ogni azione dovrebbe riportare:

  • responsabile;
  • scadenza;
  • modalità di verifica;
  • stato di avanzamento.

Esempio Completo di Analisi per Processo

Processo: Gestione Acquisti

RischioConseguenzaControlli esistentiAzione
Fornitore non qualificatoMateriale non conformeValutazione fornitoriAudit ai fornitori
Ritardo consegneRitardi nelle commesseMonitoraggio consegnePiano fornitori alternativi
Aumento prezziRiduzione marginalitàRichiesta preventiviContratti quadro

Le Opportunità

L'analisi non riguarda esclusivamente i rischi.

Le norme ISO richiedono anche di individuare opportunità.

ProcessoOpportunità
CommercialeNuovi mercati
ProduzioneAutomazione
AmbienteRiduzione consumi energetici
SicurezzaDigitalizzazione ispezioni
ManutenzioneManutenzione predittiva

Le opportunità rappresentano occasioni di crescita e miglioramento che meritano la stessa attenzione riservata ai rischi.


Errori più Comuni

Durante gli audit si riscontrano frequentemente alcune criticità.

Analisi troppo generica

Rischi descritti senza riferimento ai processi aziendali.


Copiare matrici standard

Ogni organizzazione presenta rischi specifici. Utilizzare modelli generici riduce l'efficacia dell'analisi e può compromettere l'esito dell'audit.


Nessun aggiornamento

L'analisi deve essere rivista quando cambiano processi, organizzazione, tecnologie o requisiti normativi.


Nessuna correlazione con gli obiettivi

I rischi devono essere collegati agli obiettivi strategici e operativi dell'organizzazione.


Mancata verifica delle azioni

Le azioni di trattamento devono essere monitorate per verificarne l'efficacia e aggiornare il livello di rischio residuo.


Quando aggiornare l'Analisi dei Rischi

È consigliabile riesaminare l'analisi in occasione di:

  • riesame della direzione;
  • audit interni;
  • modifiche organizzative;
  • introduzione di nuovi macchinari;
  • apertura di nuove sedi;
  • incidenti o near miss;
  • reclami significativi;
  • modifiche legislative;
  • cambiamenti nel contesto aziendale.

L'aggiornamento periodico garantisce che il sistema di gestione rimanga aderente alla realtà operativa.


Domande Frequenti (FAQ)

L'analisi dei rischi è obbligatoria per le certificazioni ISO?

Sì. Le principali norme ISO richiedono che l'organizzazione identifichi e gestisca i rischi e le opportunità correlati ai propri processi. La modalità può variare, ma deve essere documentata e applicata con continuità.


Ogni processo deve essere analizzato?

Sì. Tutti i processi che influenzano il raggiungimento degli obiettivi aziendali dovrebbero essere oggetto di analisi, anche quelli di supporto come acquisti, manutenzione e risorse umane.


L'analisi dei rischi coincide con il DVR?

No. Il Documento di Valutazione dei Rischi previsto dal D.Lgs. 81/08 riguarda esclusivamente i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. L'analisi dei rischi dei sistemi ISO ha un ambito più ampio e comprende qualità, ambiente, continuità operativa, conformità normativa e aspetti strategici.


È obbligatorio utilizzare una matrice dei rischi?

No, le norme non impongono un formato specifico. Tuttavia, una matrice rappresenta lo strumento più diffuso e facilmente verificabile durante gli audit, poiché consente di documentare in modo chiaro rischi, valutazioni, controlli e azioni.


Conclusioni

L'analisi dei rischi aziendali rappresenta uno dei pilastri dei moderni sistemi di gestione. Se svolta con metodo, processo per processo e con il coinvolgimento dei responsabili aziendali, diventa uno strumento concreto per prevenire problemi, cogliere opportunità e migliorare le prestazioni dell'organizzazione.

L'approccio step by step permette di costruire un sistema semplice da aggiornare, facilmente verificabile durante gli audit e realmente utile per supportare le decisioni della Direzione, trasformando il concetto di rischio da obbligo normativo a leva di crescita aziendale.

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